Cosa prevede la normativa italiana riguardo la prevenzione incendio negli asili nido?

Guida completa alla normativa e alle soluzioni per l’esodo sicuro.

La sicurezza antincendio all’interno degli asili nido rappresenta una delle massime priorità per gestori, progettisti e personale educativo. Ospitare bambini in tenerissima età (compresa tra i 3 e i 36 mesi), caratterizzati da una quasi totale non autosufficienza e vulnerabilità motoria, impone un’analisi rigorosa dei rischi e l’adozione di adeguate strategie di evacuazione.

In questo articolo analizzeremo in dettaglio la normativa italiana sulla prevenzione incendi negli asili nido, evidenziando i percorsi progettuali previsti dalla legge, i requisiti per le attrezzature d’esodo e fornendo consigli pratici e soluzioni innovative (come il grembiule di evacuazione Baby Mover) per gestire l’emergenza sia in senso orizzontale che verticale.

La normativa antincendio negli asili nido: DM 2014 e RTV V.9 del codice.

In Italia, la progettazione antincendio per gli asili nido è caratterizzata dal regime del doppio binario. Fino all’abrogazione delle regole tecniche tradizionali, i progettisti possono scegliere tra due percorsi alternativi e non complementari

  1. La Regola Tecnica Tradizionale (D.M. 16 luglio 2014 e s.m.i.): disciplina la progettazione, costruzione ed esercizio degli asili nido con indicazioni applicabili anche alle strutture con meno di 30 persone presenti.
  2. Il Codice di Prevenzione Incendi con la Regola Tecnica Verticale RTV V.9 (D.M. 6 aprile 2020 e s.m.i.): integra la regola tecnica orizzontale del Codice, applicandosi nello specifico agli asili nido con numero di occupanti superiore a 30.
Campo di applicazione e scadenze di adeguamento.

L’assoggettabilità ai controlli di prevenzione incendi dei Vigili del Fuoco è regolata dal D.P.R. 151/2011 (Attività n. 67), che inserisce esplicitamente gli asili nido con oltre 30 persone presenti (calcolate sommando il personale in servizio e i bambini presenti).

Per strutture con più di 30 persone presenti: valgono le scadenze di adeguamento normativo. La legislazione ha previsto una proroga dei termini di adeguamento antincendio al 31 dicembre 2024 per le strutture adibite ad asilo nido. Tuttavia, per quanto riguarda le istituzioni scolastiche e i lavori della prima delle tre fasi previste dal D.M. 16 luglio 2014 negli asili nido (che include interventi vitali come compartimentazione, resistenza al fuoco, adeguamento scale e impianti elettrici), il termine è stato ricalibrato al 31 dicembre 2027.

Per strutture con meno di 30 persone presenti: queste non costituiscono attività soggetta ai controlli del D.P.R. 151/2011. Devono comunque rispettare i criteri generali di sicurezza antincendio e gestione dell’emergenza nei luoghi di lavoro previsti dai D.M. 1, 2 e 3 settembre 2021 (Minicodice), commisurando la valutazione del rischio alle reali attività lavorative.

Cosa dice la norma sui presidi di evacuazione?

Un aspetto cruciale e spesso fonte di fraintendimenti riguarda la scelta dei presidi per l’evacuazione dei bambini non autonomi. La normativa italiana non impone né menziona specifiche tipologie commerciali di dispositivi d’esodo.

Il D.M. 16/07/2014 (Titolo I) si limita a fornire una definizione estremamente ampia e generale: Attrezzatura di ausilio per l’esodo: attrezzatura, anche di tipo carrellato, per il trasporto dei neonati e dei bambini piccoli”.

Questo significa che il legislatore lascia al progettista e al titolare dell’attività la responsabilità di individuare, tramite una specifica valutazione del rischio d’incendio, gli strumenti più idonei a garantire l’evacuazione rapida dei piccoli ospiti. Tale valutazione deve tenere strettamente conto della vulnerabilità e delle capacità motorie dei bambini, molti dei quali non sono ancora in grado di camminare o si trovano in culla/lettino al momento dell’emergenza.

Consigli pratici per la sicurezza antincendio nelle strutture.

Al di là degli adempimenti puramente burocratici, la gestione quotidiana e le scelte di allestimento interno possono fare la differenza in caso di emergenza.

1. Il Corrimano Basso per i Bambini.

Nelle vie di esodo verticali, come le scale, è obbligatorio prevedere un corrimano per gli adulti. Tuttavia, un eccellente consiglio pratico è quello di installare, a fianco di quest’ultimo, anche un corrimano basso ad altezza bambino. Questa soluzione ha un duplice valore:

Pedagogico: abitua i bambini che sono già in grado di camminare a salire e scendere le scale tenendosi saldamente al supporto, integrando questo comportamento nella routine quotidiana.

Operativo in emergenza: in caso di evacuazione, i bambini più grandi e autonomi saranno già abituati a utilizzare il proprio corrimano, riducendo il rischio di cadute o panico e facilitando il lavoro del personale educativo.

2. Prove di evacuazione frequenti.

La familiarizzazione con le procedure di emergenza è fondamentale. Ai sensi della RTV V.9, la frequenza delle prove di attuazione del piano di emergenza deve essere non inferiore a 3 volte all’anno. Inoltre, la prima prova deve essere tassativamente effettuata entro due mesi dall’apertura dell’anno educativo per garantire l’addestramento immediato del personale e dei bambini appena inseriti.

Esodo orizzontale vs esodo verticale: culle, carrelli e grembiuli di evacuazione.

La scelta del dispositivo d’ausilio all’esodo deve essere guidata dalla conformazione dell’asilo nido e dal tipo di evacuazione previsto dal piano di sicurezza.

Il carrello di evacuazione: perfetto (solo) per l’esodo orizzontale.

I dispositivi carrellati (come culle carrellate o grandi carrelli multi-posto) sono eccellenti se la struttura è progettata per l’esodo orizzontale progressivo. Questa modalità prevede lo spostamento rapido dei bambini in un compartimento antincendio adiacente sullo stesso piano, in grado di proteggerli in attesa che l’incendio venga domato.

Tuttavia, il carrello presenta limiti invalicabili in caso di esodo verticale: Se l’evacuazione richiede la discesa delle scale per raggiungere l’esterno (luogo sicuro), il carrello diventa inutilizzabile, pesante e potenzialmente pericoloso, rischiando di ostruire le vie di fuga per gli altri occupanti.

Il grembiule di evacuazione Baby Mover: la soluzione ideale per le scale.

Quando la struttura si sviluppa su più piani fuori terra (esodo verticale) [40], una delle migliori soluzioni sul mercato è il grembiule di evacuazione Salva Bimbi Baby Mover®.

Questo speciale dispositivo, fabbricato nei Paesi Bassi e commercializzato in esclusiva per l’Italia da Synergica Srl, è stato progettato appositamente per risolvere le criticità dell’evacuazione verticale nei nidi, nelle scuole materne e nei reparti di maternità.

Le caratteristiche principali del grembiule di evacuazione Baby Mover includono:

  • Capacità di trasporto: la versione standard permette a un singolo soccorritore di trasportare contemporaneamente fino a 3 bambini con un peso massimo di 9 Kg ciascuno (per un carico totale massimo di 27 Kg). Esiste anche la versione neonati per 3 bebè fino a 5 Kg ciascuno, ideale per contesti ospedalieri.
  • Mani libere per la sicurezza: il grembiule si infila rapidamente sopra la testa del soccorritore come una t-shirt, posizionando le tre tasche antistrappo sul davanti e sui lati. Questo lascia le mani del soccorritore completamente libere per aggrapparsi al corrimano delle scale, aprire le porte tagliafuoco, effettuare chiamate di soccorso o guidare per mano i bambini più grandi che camminano.
  • Materiali professionali: è realizzato con un tessuto estremamente resistente, dotato di cuciture rinforzate e di un trattamento antifiamma (resistente alle fiamme).
  • Massima efficienza nei flussi: una volta raggiunta l’area di raccolta esterna, i bambini possono essere rapidamente estratti dalle tasche dall’alto e affidati ad altri operatori. Il soccorritore può così rientrare nella struttura per trarre in salvo altri piccoli.
Conclusioni.

Progettare la sicurezza antincendio in un asilo nido richiede una sensibilità che va oltre il semplice rispetto dei parametri normativi del D.M. 16/07/2014 o della RTV V.9. Comprendere la differenza logistica tra esodo orizzontale e verticale è il primo passo per dotare la struttura dei giusti ausili: se i carrelli facilitano lo spostamento in piano, dispositivi agili come il grembiule Baby Mover garantiscono che nessun bambino venga lasciato indietro quando è necessario affrontare le scale in emergenza.

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